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Studi Biografici e Bibliografici Sulla Storia Della Geografia in Italia, Volume II

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Critiche nei confronti della rappresentazione delle donne nella storia era state avanzate anche da alcune femministe del XVIII secolo, come la scrittrice e filosofa britannica Mary Astell, che in The Christian Religion as Profess'd by a Daughter of the Church of England (1705) aveva sostenuto che le uniche donne che avevano trovato riconoscimento nella storia erano quelle che avevano assunto modelli maschili; Mary Wollstonecraft nel suo Vindication of the Rights of Woman (1791) aveva criticato l'importanza assegnata alle donne insigni, ritenute un'eccezione alla regola. Smith, The Contribution of Women to Modern Historiography in Great Britain, France, and the United States, 1750-1940, in The American Historical Review, vol.

La celebrazione di esempi di maternità ammirevoli, di educatrici o patriote, guida anche gran parte delle scelte del volume Maternità illustri pubblicato nel 1948. EN) Natalie Zemon Davis, "Women's History" in Transition: The European Case, in Feminist Studies, vol. Tra gli esempi più noti vi sono Le fanciulle celebri e l'infanzia delle donne illustri d'Italia antiche e moderne (1865) di Francesco Berlan, Donne illustri italiane proposte ad esempio alle giovinette (1870) di Eugenio Comba, [63] Il Plutarco femminile. Natalie Zemon Davis, pur riconoscendo che questa produzione pone le fondamenta per la documentazione dell'attività femminile del passato, ne denuncia i pericoli di astrazione dal contesto storico, la scarsa riflessione operata sui ruoli sessuali - in quanto ristretta all'orizzonte di un solo sesso - e sui cambiamenti storici, la specificità e la parzialità del pubblico di riferimento.By purchasing the item from Charlies Chapters Ltd you agree that you are happy to receive a revised edition. Fiorini opens by stating that, at the time, historic studies regarding places of study, students, professors, legislation and other related aspects of the University of Malta were yet to be carried out. Repertorio della pubblicistica educativa e scolastica e della letteratura amena destinata al mondo femminile nell’Italia dell’Ottocento, Macerata, EUM, 2009, ISBN 9788860560285.

Biografie di donne celebri vengono diffuse nelle scuole pubbliche fin dagli anni sessanta dell'Ottocento e fanno la loro comparsa anche nelle riviste pedagogiche rivolte alle maestre, in riviste e strenne per le ragazze, con l'intento di offrire esempi di virtù femminili, declinate in termini religiosi, morali e patriottici. Vittorio Zaccaria ha indicato tra le fonti di Boccaccio, Varrone, Livio, Plinio, Tacito, Ovidio, Virgilio. L'analisi di questo controverso genere "eccezionalista" in specifici contesti geografici e storici rivela tuttavia come la sua importanza risulti molto più complessa di quanto inizialmente presupposto.Iconografia italiana degli uomini e delle donne celebri dall'epoca del Risorgimento delle scienze e delle arti fino ai nostri giorni, Milano, Locatelli, 1837-1845. Secondo Gianna Pomata rappresenterebbe il modello da cui avrebbe tratto origine il genere storiografico del catalogo biografico femminile. The journey that led to Charles Dickens' creation of "A Christmas Carol," a timeless tale that would redefine Christmas. Nella seconda metà del Cinquecento e nel Seicento le gallerie e gli elenchi di donne illustri svolgono una funzione complementare al filone di trattati a sostegno delle rivendicazioni femminili: alcune scrittrici usano riportarli all'interno dei loro testi contro i sostenitori dell'inferiorità della donna, come esempio per dimostrare l'eccellenza e le doti intellettuali e morali del loro sesso; fra queste vi sono in Francia Jacquette Guillaume con Les Dames illustres (1665), in Italia Moderata Fonte con il suo dialogo Dei meriti delle donne (1600) e Lucrezia Marinelli con Le nobiltà, et eccellenze delle donne (1600), scritto in risposta all'opera misogina dello scrittore Giuseppe Passi; in Gran Bretagna Bathsua Makin con An Essay to Revive the Antient Education of Gentlewomen (1673). L'evoluzione del genere biografico che si compie all'interno dell' umanesimo fiorentino si manifesta anche attraverso la separazione delle vite degli uomini da quelle delle donne.

A partire dal XVIII secolo i Plutarchi femminili cominciano ad acquisire tratti diversi dalle gallerie di donne illustri scritte in epoche precedenti; si evolvono prosa e contenuti, si raffina l'analisi della condizione femminile e nel contempo il valore assegnato alla funzione materna. Raffaello Barbiera nelle Italiane gloriose le celebra in un pantheon di donne illustri che dal medioevo arriva al primo Novecento, includendo le immancabili Adelaide Cairoli e Maria Drago Mazzini. Sul finire del Novecento il termine "donne di valore" viene associato alla tradizione protofemminista, impegnata a documentare la presenza di figure femminili oscurate e dimenticate dalla storia. Carolina Bonafede, Cenni biografici e ritratti d'insigni donne bolognesi : raccolti dagli storici più accreditati dalla signora Carolina Bonafede, Bologna, Tipografia Sassi nelle Spaderie, 1845. In quest'opera il filosofo greco, attraverso ventisette episodi, di cui quindici con protagoniste donne che agiscono collettivamente (κοινῇ) e dodici individualmente, intende sostenere l'idea che le potenzialità fisiche ed intellettuali, nel bene e nel male, sono distribuite in egual misura tra i sessi.Sul finire del XIX secolo entrano a pieno titolo tra le donne da ricordare anche le femministe, spesso ad opera delle stesse protagoniste dell' emancipazionismo, come Millicent Garrett Fawcett che raccoglie e ristampa una serie di articoli in Some Eminent Women of Our Time (1889), dedicati a personalità famose per il loro impegno a favore dei diritti delle donne.

EN) Mary Spongberg, Catalogs of women, in Mary Spongberg, Ann Curthoys, Barbara Caine (a cura di), Companion to Women's Historical Writing, Houndmills, Palgrave Macmillan, 2005, pp.Simonetta Soldani, Il Risorgimento delle donne, in Alberto Mario Banti e Paul Ginsborg (a cura di), Storia d'Italia. Ad affermarsi è una diversa coniugazione della cittadinanza, esercitata dagli uomini attraverso la partecipazione alla vita pubblica e l'anteposizione degli interessi della patria ai propri, mentre le donne - escluse dalla titolarità dei diritti - possono accedervi solo per via indiretta e privata, formando i figli in cittadini. La virtù, manifestata in rari esempi di donne, è definita "virile" e perlopiù associata alle virtù civiche e alla vita pubblica, dalla quale le donne sono escluse.

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